Tosca … La Vendicatrice

Tosca … la vendicatrice

Ultimi sprazzi d’estate e all’Arena Cappuccini di Cesenatico nella bella Romagna, L’opera “Tosca” di Giacomo Puccini su libretto di L Illica e G.Giacosa dal dramma di V.Sardou ha chiuso la stagione lirica dell’associazione La Pomme.
La storia di Tosca è famosissima ma è bello ricordarla soprattutto per i giovani lettori:
la storia si svolge a Roma, in un periodo storico ben preciso, il nuovo ordine napoleonico e la chiesa sono in grande conflitto, si è fedeli al Papa o fedeli a Napoleone e alle sue idee di presunta libertà.
Tantissimi nobili, borghesi e popolani si votano all’una o all’altra causa, tra questi il patriota Angelotti che scappa da Castel San’Angelo e si rifugia nella cappella di famiglia dove sua sorella ha nascosto abiti femminili per la fuga.
In chiesa lavora il pittore Mario Cavaradossi, Angelotti si svela e gli chiede aiuto, un aiuto che il pittore gli concede perché è bonapartista pure lui.
Nel mentre arriva la sua amata Tosca, celebre cantante e donna gelosa che scopre un ventaglio perso nella fuga da Angelotti, inoltre Mario ha dipinto una Madonna in cui lei intravede la bellissima Attamanti, Mario la congeda giurandole il suo amore!
Un rombo di cannone denuncia la fuga del prigioniero dal carcere e il Barone Scarpia, fedelissimo papista e capo della polizia comincia ad indagare, in chiesa incontra Tosca e alcune parole del sagrestano lo insospettiscono, fa arrestare Mario Cavaradossi e lo fa torturare alla presenza di Tosca,che però assiste solo alle sue urla di dolore, disperata, Tosca cui il pittore ha rivelato il nascondiglio a sua volta lo rivela a Scarpia.
Per il tradimento in ogni caso Mario sarà fucilato, Scarpia però decide di stringere un patto osceno con Tosca: la libertà di Cavaradossi in cambio dell’amore fisico con Tosca.
Lei riluttante accetta ma le balena un piano: vuole una finta fucilazione e un lasciapassare per due e lei si concederà, mentre lui si appresta a consumare lei lo uccide e poi corre da Mario per dargli la buona notizia.
I due sono felici ma Scarpia ha previsto un piano diabolico, la finta fucilazione sarà in realtà verissima e Mario morirà, appena scoperto il cadavere di Scarpia le guardie cercano di catturare Tosca che opta per il suicidio gettandosi dall’alto di Castel Sant’Angelo.
Un dramma terribile dove ci sono tantissimi spunti di attualità, il pubblico esalta con grandi applausi la bravura dei protagonisti, il coro, l’orchestra, la regia e la scenografia, la lirica è amatissima, tantissimi sono gli stranieri in vacanza che apprezzano lo spettacolo si commuovono e si entusiasmano.
I fautori di questa splendida serata sono il soprano Elena Rossi che ha sostituito la collega Raffaella Battistini che per impegni imprevisti ha dovuto rinunciare, entrambe preparate e passionali, perfette nel ruolo drammatico di Tosca, il tenore Pugliese Gianni Leccese, voce chiara e potente, presenza scenica decisa e prestante, ottimo e terribile Francesco Ellero D’Artegna nel ruolo dell’infido Scarpia.
I cori : San Rocco di Bologna e Maria Callas di Cesena, la regia è di Giammaria Romagnoli che pur nello spazio non eccessivo ha saputo dare al pubblico tutta la magia della grande opera.
In ultimo la preziosa Orchestra della Città di Ferrara diretta al solito magistralmente dall’impeccabile bravura di Lorenzo Bizzarri.
Chissà se i teatri fossero così amati dai giovani come le discoteche avremmo un mondo migliore?
Penso proprio di sì.

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