SPERO BONGIOLATTI:”VOGLIO ESSERE UNO STRUMENTO DI PACE E AMORE”. Intervista di Emanuela Campanella. (2015)

Articolo di Emanuela Campanella, L’Idea Magazine

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Spero Bongiolatti, cantante lirico Valtellinese, inizia il percorso di studio con il tenore Franco Corelli. Ha lavorato anche in trasmissioni televisive come cantante, attore e ballerino in programmi come “Carramba che Fortuna” su Rai Uno e “Domenica In”. Debutta molto giovane nel ruolo di Nemorino (Elisir D’Amore di G.Donizetti) e il Conte d’Almaviva (Barbiere di Siviglia di G.Rossini), opera in cui lo abbiamo visto anche il 20 Dicembre al Teatro Michelangelo di Modena, riscontrando un buon successo da parte del pubblico e ottenendo un’ottima critica.

Tra il tour di concerti, le opere e le festività natalizie, siamo riusciti con piacere ad intervistarlo.

Emanuela Campanella: La sua carriera artistica ha inizio nel campo della recitazione e successivamente si impegna anche nel ballo professionale, che cosa l’ha spinta a intraprendere la strada della lirica?
Spero Bongiolatti: Sì, io ho iniziato studiando recitazione, ballo, canto ed anche doppiaggio a Roma, ma già da prima insegnavo aerobica e body building in palestra. Sono sempre stato Sportivo. Il ballo è una mia grande passione, sopratutto il latino americano, con cui poi in parte mi sono mantenuto gli studi di canto lirico. La spinta l’ho avuta mentre ero in tournée con “Grease”, il musical con la Compagnia della Rancia, dove tutti mi dicevano che io cantavo troppo forte, ma in realtà non mi stavo sforzando, la mia voce nella parte acuta evidenziava semplicemente la mia natura lirica. Quindi mentre si cantava, dei colleghi molto bravi che io ammiravo e che oggi sono dei grandi nomi nel musical, mi dicevano: “ Tu devi fare lirica, Spero!”. Così chiesi ad una mia cara amica di Roma, Valentina, di farmi ascoltare da suo padre Antonio Molino Avila (Tenore drammatico); lui sentendomi mi disse che la mia voce era bella è che mi avrebbe aiutato ad impostarla. Poi il Maestro Molino mi disse: “Ora siediti pure”. Lui si alzò e mi cantò una romanza…io rimasi completamente travolto da quella voce così potente e squillante che un brivido passò per tutto il mio corpo. Mi ero innamorato del canto lirico!

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Emanuela Campanella: Recentemente l’abbiamo vista protagonista al Concerto di Musica Sacra per l’inaugurazione del Giubileo, ma lei che rapporto ha con la fede?
Spero Bongiolatti: Io Credo. Ho avuto alti e bassi nella mia vita, ma la mia fede mi ha sempre riportato a casa. Credo che Gesù sia la figura più carismatica ed affascinante che sia mai esistita. Credo che chiunque dovrebbe credere in questo: ” Ama Dio sopra ogni cosa e il prossimo tuo come te stesso “… già solo questo pensiero quanto amore trasmette!

Emanuela Campanella: Che ricordo ha del suo debutto?
Spero Bongiolatti: Beh io ho avuto molti debutti, mi sono rapportato con diversi tipi di pubblico; ho iniziato dalle serate in discoteca, poi su “Rai Uno”,il sabato sera con Raffaella Carrà (grande esempio di professionista infaticabile e con un entusiasmo unico), poi il musical  “Grease” in tutti i teatri italiani, tutte le sere per più di 400 recite. Ed infine l’operetta, ma quando sono entrato nel mondo della lirica, io conoscevo già bene il teatro e questa è stata la mia fortuna, perché anche se avevo poca esperienza nel canto lirico, la recitazione mi ha sempre aiutato. Il Maestro Paolo Montarsolo mi diceva sempre: “La parola, la parola!”.

Il famoso recitar cantando per me è fondamentale. Comunque il mio debutto è stato nel ruolo di “Don Ottavio” nel Don Giovanni di Mozart, ma il debutto più bello è  stato in “Nemorino” nell’Elisir D’Amore, perché in questi panni ho potuto veramente interpretare un  personaggio che gioca un ruolo fondamentale nell’opera. Quel debutto mi ha dato tutto, perché per la prima volta ho potuto far esplodere il mio essere, le mie esperienze, il mio lato giocoso e simpatico nell’opera lirica, che sempre ho visto come qualcosa di troppo serio.

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Emanuela Campanella: Ha più sogni nel cassetto o scheletri nell’armadio?
Spero Bongiolatti: Io vivo continuamente in un sogno…io sogno sempre ad occhi aperti. Ogni concerto che mi permette di esprimere e dare emozioni ed ogni personaggio a cui ho potuto dare vita, per me è un sogno raggiunto. Ogni giorno in cui posso migliorare, anche attraverso la tecnica del canto, ascoltando i preziosi consigli del mio Maestro Vittorio Terranova e applicarli sul palcoscenico, anche questo per me è un sogno che si avvera. É la conquista dei miei obbiettivi e dei miei sogni che mi fa sentire vivo.

Emanuela Campanella: Che cosa si augura per il nuovo anno?
Spero Bongiolatti: Mi auguro che portando l’amore per il canto e per la musica nel mondo, il mondo possa divenire un posto più bello e più vivibile. Voglio essere uno strumento per la pace e l’amore nel mondo… anche questo è un mio grande sogno!

Emanuela Campanella: Fuori dal palco quali sono le sue passioni?
Spero Bongiolatti: Le mie passioni sono molte, una su tutte lo sport. Sono stato un pugile, ho iniziato a 16 anni con mio fratello ed ora che è diventato maestro di arti marziali, vado appena posso a dargli una mano ad accompagnare gli allievi a combattere e sto insieme a lui all’angolo, cercando di dare un sostegno in più. Una giornata di sport ed amicizia, non ha prezzo!

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Emanuela Campanella: Lei è molto attivo sui social, pensa che questi mezzi di comunicazione possano essere efficienti per avvicinare la gente all’opera lirica?

Spero Bongiolatti: Sì, certo. Oggi il mondo è cambiato e ci permette di comunicare con molta velocità. Quindi portare l’opera nel web potrebbe e può avvicinarla ai giovani. I giovani sono il futuro, quindi più opera mettiamo nel web, più loro saranno invogliati a vederla, conoscerla ed amarla.

Emanuela Campanella: Finisca la frase: “ Io tra dieci anni sarò…”
Spero Bongiolatti: Il tempo passa, ma è relativo, quindi sicuramente io sarò Spero Bongiolatti, “dieci anni più giovane” e alle prese con qualche nuovo sogno nel cassette!

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