SUCCESSO INDELEBILE PER “UN GIORNO DI REGNO”

Recensione di Eddy Lovaglio

L’Opera “Un giorno di Regno” è certamente famosa per l’insuccesso memorabile del suo esordio, avvenuto al Teatro alla Scala il 5 settembre 1840, e per l’oblio che ne è conseguito. E’ Pier Luigi Pizzi che nel 1997 restituisce il giusto valore a quest’opera del giovane Verdi che la compose senza l’animo convinto, su libretto di Felice Romani, e tratta dalla farsa “Le faux Stanislas” di Alexandre-Vincent Pineux-Duval, tant’è che in primis l’opera avrebbe dovuto portare il titolo “Il finto Stanislao”.

Quella di Pizzi, che firmò scene, costumi e regia, fu davvero un allestimento fortunato, creato per i teatri di Parma e Bologna, e ripreso al Regio di Parma nel 2013 in occasione del bicentenario Verdiano. Ancora oggi non ha perso di smalto, anzi, acquista sempre maggior forza e scelta, dunque, indovinata quella del Festival Verdi 2018 nel riproporre questo allestimento in uno dei gioielli più affascinanti del parmense: il Teatro Verdi di Busseto. Un’opera che si inserisce a pieno all’interno del festival dedicato al genio bussetano. Non dunque un’opera minore, come molti pensano. Nella partitura, è vero, ci troviamo ad ascoltare note donizettiane e rossiniane, molto gustose peraltro, ma è bello scoprire d’un tratto l’emergere di quella vena melodica Verdiana assolutamente personale e popolare che poi caratterizzerà tutte le future composizioni del Maestro Verdi. Specialmente nel secondo atto si riconosce il tratto di Verdi, ancora in germe e soffocato, poiché vincolato ad un’opera buffa che al tempo non era certo nelle sue corde, ciononostante non c’è disparità tra primo e secondo atto come molti sostengono, Massimo Gasparon (regia, scene, costumi e luci) è riuscito a fondere il tutto con grande maestria. Il riallestimento fatto per il palcoscenico del teatro di Busseto è efficace e convincente. Gasparon ha fatto un ottimo lavoro rispettando il progetto di Pier Luigi Pizzi ed anzi rendendolo più giocoso e luminoso, ottimo anche il lavoro con i giovani cantanti del concorso Voci Verdiane. Di rilievo Alessio Verna nel ruolo del cavalier Belfiore, per doti vocali e interpretazione, così come Tsisana Giorgadze nel ruolo di Giulietta di Kelbar. Ma anche Perrine Madoeuf, che ha interpretato il ruolo della marchesa del Poggio, ne esce bene, soprattutto nel secondo atto. Il barone Kelbar e il signor La Rocca, rispettivamente interpretati da Levent Bakirci e da Matteo Loi, sono esilaranti nei duetti e vocalmente efficaci, un po’ meno Carlos Cardoso nel ruolo di Edoardo e non molto brillante la direzione del Maestro Francesco Pasqualetti, specie nel primo atto. Ma è indubbio che lo spettacolo sia stato ampiamento riuscito e salutato dal pubblico con calorosi e meritati applausi.

Danze iniziali

Di grande effetto i movimenti coreografici di Gino Potente ad apertura di sipario che inducono lo spettatore alla giusta atmosfera. L’ironia che emerge dal progetto di Pizzi, che volle ambientare la vicenda a Parma, tra prosciutti e forme di formaggio grana, anziché in Francia, riesce a far assaporare maggiormente la musica di Verdi in un contesto Verdiano per eccellenza: Busseto. Pizzi al tempo affermò che intendeva allestire la storia “nelle terre di Verdi in accordo con il pensiero del Maestro che ha sempre tenuto in gran conto la sua terra, traendo da essa continue ispirazioni”. L’ispirazione di Pizzi ha reso indelebile quest’opera che merita di essere “rispolverata” più spesso.

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Master Class con Bruna Baglioni e Alberto Paloscia

Destinata a tutti i cantanti lirici che desiderino ampliare le proprie competenze e perfezionare la propria tecnica vocale e le capacità interpretative, l’edizione autunnale 2018 della Masterclass di Canto Lirico organizzata dall’associazione Una voce poco fa offre l’occasione di confrontarsi con docenti di caratura internazionale che sapranno offrire non solo una occasione di grande formazione accademica ma una vera opportunità di crescita umana e professionale.

  • Il laboratorio di tecnica vocale è affidato a Bruna Baglioni, mezzosoprano di straordinaria esperienza, che ha calcato nella sua carriera i più importanti palchi mondiali, e docente internazionale di tecnica vocale.
  • Il laboratorio di interpretazione è affidato ad Alberto Paloscia, musicologo, organizzatore musicale e regista. Dal 1990 direttore artistico del Teatro Goldoni di Livorno.
  • Una speciale partecipazione alla Masterclass è data dalla presenza del manager artistico internazionale Priscilla Baglioni che sarà presente alle lezioni durante tutte le giornate di formazione accademica ed avrà occasione di ascoltare tutti gli allievi.

Tutte le lezioni si svolgeranno dal 12 al 14 ottobre presso la Casa della Poesia – sita in Casola di Caserta in via Ferdinando Rossi n.43 – raggiungibile con navetta messa gratuitamente a disposizione dall’organizzazione sia dalla stazione di Caserta che dall’aeroporto di Napoli Capodichino.

I costi di alloggio per le notti del 12 e del 13 ottobre sono inclusi nel contributo di partecipazione. Per i basti è stata stipulata una convenzione con ristoranti nei pressi della sede delle lezioni.

Per ogni informazione concernente la Masterclass, la navetta e le convenzioni è possibile contattare la presidente dell’associazione Una voce poco fa, dott.ssa Rosa Casella al 329.2923302.

Per problematiche relative all’invio digitale del modulo di iscrizione è possibile contattare il 333.7271484.

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Carrara 15 Luglio 2018 : Premio Alla Carriera Al Basso Carlo Colombara.

di Emanuela Campanella

Dopo aver ricevuto lo scorso mese di dicembre il prestigioso premio “International Opera Award – Oscar della Lirica”, quale miglior basso al mondo in ambito di una lungo tour operistico in Cina, che lo ha visto protagonista in titoli quali “Carmen”, “Don Giovanni” ed “Il Barbiere di Siviglia”, un altro importante riconoscimento verrà consegnato nei prossimi giorni al basso bolognese.

Domenica 15 luglio 2018 a partire dalle ore 21:00, in ambito di un concerto lirico intitolato “Marmo all’Opera!”, organizzato dal Circolo Cararrese “Amici della Lirica – Angelo Mercuriali” e che si svolgerà all’interno di una suggestiva cava di marmo presso la sede della Errebi-Marmi, il basso Carlo Colombara verrà infatti insignito di un nuovo premio speciale alla carriera.

Occasione sarà anche per ripercorrere attraverso le sue interpretazioni di alcuni brani che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, le fasi salienti della sua carriera tutt’ora in corso.

Oltre a Colombara, il concerto vedrà protagonisti altri riconosciuti interpreti del melodramma di oggi quali il soprano Dimitra Theodossiu, il tenore Rubens Pellizzari ed il mezzosoprano Annunziata Vestri accompagnati al pianoforte dal Maestro Simone Savina.

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Concorso Lirico Internazionale Adriana Maliponte per cantanti lirici, Edizione 2018

L’Associazione Artistico Culturale Italiana International Vocal Training Coaching  Presenta:

Il Concorso Lirico Internazionale Adriana Maliponte per cantanti lirici – Edizione 2018 nei giorni 13, 14 e 15 Settembre 2018 a Milano presso l’Auditorium Lattuada.

 Il Concorso lirico, indirizzato alle vocalità di soprano, mezzosoprano/contralto, tenore, baritono e basso, è aperto a candidati di qualsiasi nazionalità e senza limite di età

Presidente della commissione: Adriana Maliponte; Celebre Soprano, Presidente onorario dell’Associazione Artistico Culturale Italiana “International Vocal Training Coaching”

Giuria:

Sung-Hwa Hong: Basso, Presidente dell’associazione Artistico Culturale Italiana

“International Vocal Training Coaching”.

Ilario Nicotra: Music Coach, Docente di Vocal Coach presso la Civica Scuola di Musica

Claudio Abbado di Milano e il Conservatorio di Musica “D.Cimarosa” di Avellino.

Renato Bonajuto: Regista e casting manager della Fondazione Teatro Coccia.

Matteo Beltrami: Direttore d’Orchestra, Direttore musicale del Teatro Coccia di Novara.

Lorenzo Bizzarri: Direttore d’Orchestra.

Matteo Baxiu: Direttore d’Orchestra, Direttore Artistico dell’Associazione Musicale ARTEVIVA.

Premi:
Primo premio: Euro 1500,00
Secondo premio: Euro 700,00
Terzo premio: Euro 300,00

Premi speciali:
Premio speciale “Giovane Talento” : €200
Premio speciale “Musica vocale da camera” €200
Premio Speciale “Teatro Coccia di Novara” – Assegnazione di un ruolo o concerto nella Stagione del Teatro Coccia di Novara.
Premio speciale “Lirica World” Per Il Talento

Per scaricare il bando e per ricevere maggiori informazioni:
visita il sito web: https://www.assivtc.org/concorsi

Facebook Page Concorso Adriana Maliponte: https://www.facebook.com/www.assivtc.org/
Facebook Page Associazione I.V.T.C: https://www.facebook.com/assivtc/

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ARENA DI VERONA: TRIONFO ASSOLUTO PER TURANDOT

Recensione di Federico Scatamburlo

Terzo titolo lirico all’Arena di Verona: se la prima assoluta della stagione, Carmen, ha lasciato molti delusi da una messinscena piatta, la terza opera in cartellone, Turandot di G.Puccini, cui seguiranno altre quattro repliche, ha realizzato un trionfo totale in tutti gli ambiti

A cominciare dalle scenografie di F. Zeffirelli che, seppur datate, non mancano mai di stupire. Ogni dettaglio è curato nei minimi particolari, e subito lo spettatore si trova immerso in una Pechino che potrebbe essere in qualsiasi epoca, ma soprattutto si è trasportati in quella che Turandot è: una favola. Imponenti sono gli allestimenti scenici curati appositamente per quest’opera per questo teatro, e anche quest’anno è partito spontaneo l’applauso quando il palazzo imperiale si è rivelato in tutto il suo dorato fulgore, complici anche le luci curate da Paolo Mazzon.Non di meno hanno fatto la loro parte i curatissimi costumi di Emi Wada, indossati dai protagonisti, dal coro e dalle numerosissime comparse e ballerini perfettamente concertati tra di loro nelle coreografie sceniche (Maria Grazia Garofoli), e perfetto contorno all’azione dei protagonisti.
L’Arena di Verona, si sa, è letteralmente un teatro grande, e così devono essere le voci in scena perché il risultato sia apprezzabile. Così è stato in questa recita, con interpreti di notevolissima caratura.
A cominciare dal protagonista maschile, Calaf, interpretato da Gregory Kunde. Forte della sua pluriennale esperienza, anche se qualche acuto non è stato tenuto come un tempo, ha dato comunque prova di grandissima esperienza e buon gusto drammaturgico, con una esecuzione nell’insieme raffinata e precisa, applauditissimo nel “Nessun dorma” con conseguente bis richiesto con gran clamore dal pubblico e che è stato anche migliore del primo.

Strabiliante Anna Pirozzi nei panni della principessa del titolo. Voce rotonda, morbida, con emissioni pulitissime ma così efficaci e proiettate in avanti da arrivare in ogni angolo dell’immenso anfiteatro areniano, come da molto non si sentiva, quasi d’altri tempi. Con grande maestria drammaturgica ha impersonato la “principessa di gelo” per assurdo quasi con calore, enfatizzando tuttavia la freddezza di questo implacabile personaggio, che solo nel lieto fine cederà all’amore, non senza aver prima giustiziato senza pietà i precedenti pretendenti, rei di non aver risolto gli enigmi dal lei stessa posti, a differenza di Calaf che ne conquisterà il cuore con la sua stessa arma: un enigma.

Anna Pirozzi

Turandot tenterà senza buon esito di estorcere la soluzione nota alla schiava Liù, in una eccellente quanto inaspettata interpretazione di Vittoria Yeo, la quale, intonatissima e con bellissimi filati, ha conferito al suo amore non ricambiato un’emotività così umana che ha sinceramente commosso. Ben meritata dunque l’ovazione finale del pubblico al termine della rappresentazione.
Grande voce anche per Federico Longhi, nei panni di uno dei ministri del tempio, Ping, che si conferma uno dei migliori baritoni del momento. Perfetta la gestione dei fiati, che gli ha consentito una emissione potente ma controllatissima, efficacemente declaratoria, perfettamente distribuita in tutta la gamma vocale e proiettata in tutto il teatro.

Con lui molto ben amalgamati e degni di plauso gli altri due ministri, Francesco Pittari (Pong), e Marcello Nardis (Pang). Bene anche per l’Imperatore Altoum (Antonello Ceron), Timùr (Giorgio Giuseppini) e Il Principe di Persia (Ugo Tarquini).
Magistrale anche l’esecuzione dell’Orchestra del Teatro dell’Arena di Verona, entusiasticamente diretta da un immenso Daniel Oren. Il Maestro ha saputo trarre dalla partitura sfumature intime e raffinate ma assolutamente al contempo adeguate alla magnificenza dell’insieme, delle voci sul palco e di quei numerosi piccoli dettagli che richiamano le atmosfere orientali protagoniste di quest’opera.Anche il Coro del Teatro, istruito dal Maestro Vito Lombardi ha partecipato con entusiasmo, ardore e intimismo a questa messa in scena, fornendo una prova di altissimo livello, anche scenica oltre che canora. Lo stesso dicasi per il coro di voci bianche A.d’A.Mus diretto da Marco Tonini.

Daniel Oren

Musica e belcanto dunque protagonisti nuovamente sul palco dell’Arena, premiati anche da lunghi applausi con standing ovation di tutto il publico presente. Il merito è sicuramente, oltre che di tutto lo staff, del nuovo sovrintendente Cecilia Gasdia, alla quale indirizziamo i nostri più sentiti complimenti.

La recensione si riferisce alla recita del 30 giugno 2018

©photo Ennevi
GALLERIA

Francesco Pittari – Federico Longhi – Marcello Nardis

Poster della serata

Anna Pirozzi e Vittoria Yeo

Anna Pirozzi e Gregory Kunde

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“TOSCA” AL TEATRO REGIO DI PARMA: VINCE L’ALLESTIMENTO, MA BUONO ANCHE IL CAST

Tosca. Fucilazione

Recensione di Eddy Lovaglio
“L’allestimento di Alberto Fassini, creato nel 1999 per il teatro Comunale di Bologna (dopo l’anteprima di Palermo) non meritava di finire con la morte del suo creatore” – afferma il regista Joseph Franconi Lee, che per 20 anni ha lavorato con Fassini, erede della scuola di Luchino Visconti.
Il teatro Regio di Parma ha fatto, dunque, una giusta scelta nel riproporre questo allestimento di “Tosca” nella stagione lirica 2018; unica grande mancanza: la diva per eccellenza di quest’opera, Raina Kabaivanska, per la quale Fassini ideò questo particolare allestimento basato sul bianco e nero.
Il soprano Anna Pirozzi ha ottenuto successo alla prima del 27 aprile scorso, ma causa influenza è stata sostituita dal soprano Saioa Hernandez (nata a Madrid ed allieva di Renata Scotto e Montserrat Caballe), non così convincente dal punto di vista interpretativo sia scenico che vocale, sebbene con buone doti vocali – dizione a parte – tanto da superare la prova del temuto pubblico parmigiano. Sostituito anche il tenore Andrea Caré e ad interpretare il ruolo di Mario Cavaradossi è stato Migran Agadzhannan che ha riscosso un personale successo per doti vocali e di dizione, un bel timbro e una adeguata interpretazione del personaggio; nato in una famiglia di musicisti ha iniziato fin da piccolo lo studio del pianoforte ed ha indubbiamente una buona musicalità.

Tosca I° atto


Nel ruolo di Scarpia si sono alternati Francesco Landolfi e Angelo Veccia, con scarse possibilità di lasciare un’impronta di questo personaggio pucciniano che siamo abituati a vedere, ed ascoltare, rappresentato in altro modo.
Una menzione particolare al baritono Armando Gabba nel ruolo del sagrestano che ha caratterizzato in modo estremamente efficace, mai sopra le righe, delineando il personaggio con intensità e credibilità tali da meritare il caloroso applauso del pubblico parmigiano.

Tosca Te Deum

Ottima l’ Orchestra Filarmonica Italiana diretta dal M° Fabrizio Maria Carminati.
Qualche piccola imperfezione registica di Joseph Franconi Lee (non credibili i due protagonisti principali per una non adeguata movenza scenica che li potesse far apparire due “innamorati” di cui una “gelosa” per eccellenza) non ha offuscato, però, la bellezza dell’opera pucciniana, in particolare in due momenti d’effetto dell’allestimento di Fassini: il Te Deum in una cupola in controluce come una visione di forte potenza pittorica, ed il finale di indubbia suggestione in quella manciata di secondi di tableau vivant, sotto le luci rosse di un’alba anomala sporca di sangue, sottolineati dalle ultime cupe battute orchestrali che concludono la composizione del Maestro Puccini.

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Opera Prelude: Masterclass with Dame Anne Evans

Opera Prelude:
Masterclass with Dame Anne Evans
Tuesday 29th May
10.30am-12.30pm

The Caversham Room, Cadogan Hall
Tickets: £30 per person (via Opera Prelude)
We’re delighted to be joinining once again with our friends at Opera Prelude to present a masterclass with Dame Anne Evans, a patron of the International Opera Awards.

Dame Anne will work with emerging young singers supported by Opera Prelude.

Opera Prelude is a registered charity, established in 2010, with the aim of supporting post-graduate singers in the transitional period between leaving Conservatoire and embarking on a professional career. Opera Prelude supports almost 40 of the UK’s finest young artists, aged 25 – 34, who are not in education or full-time employment.

The Opera Awards Foundation has supported numerous Opera Prelude singers over the years and is delighted to be collaborating to present this Masterclass.

Tickets are £30 per person and can be booked online through Opera Prelude.

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