Malipiero Callas Serafin, maestri del ‘900

Un progetto culturale ideato da Concetto Armonico e Archivio storico Tullio Serafin

Il 3 febbraio 1968 moriva a Roma nella sua abitazione nel quartiere Parioli il grande direttore d’orchestra Tullio Serafin, nato a Rottanova di Cavarzere il primo settembre 1878. Proprio nel giorno in cui si commemorano i 55 anni dalla sua scomparsa, l’associazione “Concetto Armonico” in collaborazione con ”Archivio storico Tullio Serafin” lancia il progetto “Malipiero Callas Serafin – maestri del ‘900” che intende celebrare tre icone musicali del secolo scorso nei cinquant’anni dalla morte di Gian Francesco Malipiero, nei cento anni dalla nascita della diva per eccellenza Maria Callas, ma anche, nel centesimo anniversario del Festival Areniano creato e diretto per la prima volta da Serafin nel 1913. Il maestro Serafin è stato un punto di riferimento sia per Malipiero, dirigendo alcune sue opere anche in prima assoluta, e soprattutto per Maria Callas che proprio Serafin scopri nel 1947 all’Arena di Verona (“La Gioconda” di Ponchielli 2 agosto) e che fece diventare il soprano assoluto che tutti ricordiamo nel 1949 al Teatro “La Fenice” di Venezia con “Walkiria” di Wagner (8 gennaio) e “I puritani” (19 gennaio).

Grazie alla programmazione di Concetto Armonico con il Festival Vicenza in Lirica e l’Archivio storico Tullio Serafin verranno celebrati i tre importanti anniversari che trovano nel direttore d’orchestra Tullio Serafin il loro filo conduttore.

Il rapporto tra la Callas e Serafin è ben conosciuto, confermato anche dalla corrispondenza conservata presso l’”Archivio storico Tullio Serafin” riconosciuta di interesse storico particolare per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e Trentino Alto Adige (2018) e d’interesse storico per la Regione del Veneto (2018). Il maestro Serafin, come già ricordato, fu il mentore della Callas, colui che captò fin da subito qualcosa di grande nella sua voce e, forse, nel suo carisma. Un rapporto straordinario tra i due ricordato anche ad Andrea Castello (presidente di “Concetto Armonico” e “Archivio storico Tullio Serafin) dal pianista Robert Sutherland che accompagnò al pianoforte il soprano greco durante il suo ultimo (sfortunato) tour di concerti con Di Stefano: “Qualche giorno prima di morire Maria mi chiamò e, ancora una volta, mi parlò di quel grande padre Tullio Serafin che le mancava tanto”. Anche il rapporto fra Malipiero e Serafin è documentato nella corrispondenza (conservata presso l’Archivio storico) del periodo in cui Serafin era direttore al teatro Reale dell’Opera di Roma (1934 al 1943) e quando Malipiero era direttore al Conservatorio di Venezia.

Il progetto celebrativo di Concetto Armonico prevede l’organizzazione di concerti, opere e conferenze che possano celebrare sia Malipiero, sia Maria Callas ma, anche, i cento anni areniani. “Riscoprire la musica di Malipiero è un obiettivo che da tempo ci prefiggevamo. Siamo troppo abituati ai titoli di tradizione, bisogna avere il coraggio di inserire nei cartelloni titoli sconosciuti mettendo da parte l’idea del sold-out e quindi di una cassa ricca. Un progetto che già abbiamo ampliamente sviluppato con la musica barocca al Teatro Olimpico di Vicenza portando in scena opere in prima assoluta in tempi moderni”. Sono le parole di Castello che continua “Non poteva mancare il mito Callas per il grande rapporto che aveva con Serafin, ma vogliamo staccarci dai soliti ‘siparietti’ creando qualcosa di qualità. Per i cento anni areniani, invece, stiamo attendendo da luglio una risposta dal Sovrintendete Cecilia Gasdia per un dialogo costruttivo come quello del 2018 quando la stessa Gasdia con coraggio e determinazione ricordò il Maestro Serafin dal palco con una Arena in sold-out, in occasione delle celebrazioni ufficiali indette dall’Archivio storico Tullio Serafin e premiate con la Medaglia del Presidente della Repubblica”.

Entro il mese di febbraio verrà presentato il cartellone di eventi organizzati per celebrare i maestri del ’900 e le collaborazioni, che possono estendersi anche grazie alla volontà di altre realtà musicali.

Le collaborazioni e le sinergie da sempre sono gli obiettivi di Castello, che vuole credere ancora in un mondo migliore grazie alla musica.

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Concluso il Festival Internazionale di Musica Antica.  

Pronti per ripartire: la prossima edizione si svolgerà in estate

Suggestioni sonore e non solo con il Festival Internazionale di Musica Antica, organizzato dagli Amici della Musica di Trapani, dipanatosi lungo un itinerario di appuntamenti, nel mese di dicembre, nella magica atmosfera natalizia di Erice.

Il cartellone del Festival Internazionale di Musica Antica si è caratterizzato per ricerca e qualità musicale e location esclusive di valore storico architettonico, funzionali ad una fruizione ottimale sia dal punto di vista acustico sia per l’atmosfera raccolta, che ha reso più coinvolgente l’ascolto del peculiare repertorio proposto.

Altro elemento caratterizzante del Festival è stato quello legato alle personalità artistiche che vi hanno preso parte, tutte di caratura nazionale ed internazionale.

Un Festival non solo incentrato sulla programmazione di concerti, ma declinato in un “cartellone” scandito da eventi multidisciplinari ed enogastronomici: tra questi ricordiamo la rassegna “Chiacchiere, musica, poesia e ippocrasso…” e le “Cene musicali…”, che hanno coniugato la ricerca filologica sulla gastronomia dell’antichità, con musica, degustazioni e ambientazioni.

Non è mancata l’attività didattica, con la realizzazione di una masterclass dedicata alle “Danze del rinascimento”.

Chiudiamo il Festival con soddisfazione –  afferma il direttore artistico dell’Associazione “Amici della Musica di Trapani” Giovanni De Santis.- La realizzazione di un evento così complesso e ricco nell’arco di 15 giorni, a Erice, in un periodo dell’anno non facile, data la rigidità del clima, è stato un test per la nostra struttura organizzativa, il cui esito ci incoraggia a puntare in maniera ancora più decisa su questo festival, la cui prossima edizione sarà anticipata al periodo compreso tra l’ultima decade di agosto e la prima di settembre.

Manterremo lo schema innovativo che ha incontrato il favore del pubblico, contraddistinto da una decisa sperimentazione musicale, da scelte non convenzionali e da grande qualità delle proposte.

Per l’edizione 2023 contiamo, inoltre, di incrementare l’offerta di musica medievale, che ci consente di prevedere attività collaterali che ben si coniugano con le architetture e con le caratteristiche intrinseche del borgo ericino. Non è facile proporre nel nostro territorio programmi di musica antica, a volte con repertori poco frequentati. Siamo comunque felici che il pubblico, proveniente anche da fuori comune, abbia apprezzato. Il Festival Internazionale di Musica Antica ha permesso di trascorrere a Erice pomeriggi e serate immersi nell’arte e nella cultura e proprio questo suo schema inedito, credo possa fare di quest’evento un importante attrattore turistico-culturale e un formidabile veicolo di promozione, non solo dell’immagine di Erice, ma dell’intera provincia di Trapani”.

Erice è uno spazio inclusivo e poliedrico, votato alla musica, all’arte e alla cultura in ogni sua forma, in grado di creare un legame magico, indissolubile e reciproco con gli artisti che ospita e tra questi e il pubblico che raggiunge il “Monte” per godere di buona musica, sapori intensi e atmosfere uniche.

La manifestazione, organizzata dagli Amici della Musica di Trapani, e sostenuta dal Mic (Ministero della Cultura) e dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, dall’Assemblea Regionale Siciliana, è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Erice, l’Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Trapani con il Goethe-Institut, l’Istituto di Istruzione Superiore Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice e dall’Associazione La Montagna del Signore.

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Lunghi e calorosi applausi del pubblico alla prima dell’opera musicale “Il ricordo che se ne ha” al teatro di Fiesole

Dopo il successo di Trapani, l’opera musicale “Il ricordo che se ne ha”, tratta dai romanzi autobiografici della giornalista trapanese Mariza D’Anna, è stata accolta con grande entusiasmo anche al Nuovo Teatro di Fiesole, da poco inaugurato. 

L’opera, andata in scena il 19 dicembre, ha conquistato il numeroso pubblico presente. Sono intervenuti prestigiosi esponenti delle istituzioni e delle fondazioni culturali, direttori artistici, musicisti e esponenti della stampa specializzata della Toscana. L’opera musicale, che racconta la storia di una famiglia siciliana in Libia dalla colonizzazione alla 1970,  comune a molte altre famiglie italiane, ha emozionato e fatto riflettere anche sulla condizione dei profughi che oggi attraversano il Mediterraneo in cerca di una vita migliore.

È stata unemozione particolare portare questa storia fuori dai confini della Sicilia. Ringrazio tutti gli artisti per il grande lavoro che hanno svolto, il Luglio Musicale Trapanese per averla prodotta e in particolare l’assessore alla Cultura del Comune di Trapani, Rosalia D’Alì, per la sua sensibilità e per aver creduto in questo progetto sin dall’inizio. Dopo Fiesole, abbiamo ricevuto nuove proposte per portare il lavoro in altri teatri italiani per la prossima stagione e ci siamo rimessi al lavoro. Credo che la storia e la memoria collettiva e individuale vadano coltivate e portate a conoscenza soprattutto dei giovani” – così dichiara Mariza D’Anna.

Un risultato straordinario – che premia il lavoro fatto dal Comune di Trapani e dal Luglio Musicale Trapanese: sono entusiasta – continua Rosalia D’Alì, assessore alla Cultura del Comune di Trapani – di questa prima nel territorio toscano. La tournée continuerà e toccherà diverse città portando in giro per l’Italia il nome del Luglio Musicale Trapanese, di Trapani e della sua provincia”

Mariza D’Anna ha curato insieme a Guido Barbieri la drammaturgia dello spettacolo che porta la firma per la regia, l’allestimento e il video di Maria Paola Viano. Il testo è di Guido Barbieri. Le musiche sono di Carla Magnan e Carla Rebora. Sul palco l’attrice e cantante Clara Galante, la soprano Ana Spasic, Guido Barbieri, voce narrante e un ensemble musicale composto dal duo pianistico Paola Biondi e Debora Brunialti, Paolo Fumagalli alla viola ed Edmondo Romano ai fiati e alle percussioni.

L’opera da camera ricostruisce la storia di una famiglia siciliana che sin dagli anni Trenta si trasferisce in Libia dove crea una florida azienda agricola, sposta il proprio baricentro in Nord Africa e poi nel 1970, con l’ascesa al potere di Gheddafi, è costretta a tornare in Italia, gettando al vento decenni di lavoro, di esperienza, di ricchezza.

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Lu neu, un’opera da camera dedicata al compositore trapanese Antonio Scontrino

Troppo italiano per essere tedesco, troppo tedesco per essere italiano davvero”, questo riportavano le cronache del tempo parlando del contrabbassista e compositore trapanese Antonio Scontrino che, fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, si dedicó alla scrittura operistica, da camera e alla musica strumentale.
Martedì 20 e mercoledì 21 dicembre scorsi, negli spazi della Chiesa di San Nicola a Trapani, il Luglio Musicale Trapanese, in occasione del centenario della morte di Antonio Scontrino, ha messo in scena l’opera da camera “Lu Neu ovvero Tutturintra”, unica nel suo genere, una prima assoluta nazionale liberamente ispirata all’opera mai realizzata “Lu Neu”, con libretto di Luigi Capuana. Musiche di Fabio Correnti, Maurizio Maiorana, Salvatore Passantino. Regia di Fabrizio Lupo.
Un moderno tripudio di tradizioni musicali siciliane fra Trapani e Palermo, lungo il gran tour fantastico di Antonio Scontrino, giovane contrabbassista-compositore tedesco appena tornato in Sicilia, sua terra d’origine.
Un pastiche contemporaneo divertente che nella fantasia del regista ha assunto la forma del ‘tutto dentro’ d’ortaggi dove gli ingredienti, senza perdere la loro identità, magicamente si mescolano in un tripudio di colori e sapori.
Momenti musicali, immagini visive, scenografie e costumi originali, un vortice di travestimenti e incastri condotti dal narratore/cantastorie nello spirito carnevalesco della Commedia del Regno delle due Sicilie.

Un’opera da camera del Luglio Musicale Trapanese ideata e messa in scena grazie alla nuova sinergia fra importanti istituzioni musicali e culturali siciliane: il Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani, il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo, il Conservatorio di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera, l’Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Trapani con il Goethe-Institut Italien, l’Associazione “AreaSud” di Catania, l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’Associazione culturale Alf Leila.

Oltre trenta i protagonisti sulla scena, un ensemble strumentale e il coro dei Conservatori di Trapani, Palermo e Ribera. Il direttore d’orchestra sarà Fabio Ciulla. Il coordinamento del progetto per i Conservatori di Trapani e Palermo è di Ugo Guagliardo e Consuelo Giglio, tra i principali studiosi del noto musicista siciliano.
La 74a Stagione Lirica è organizzata dal Luglio Musicale Trapanese con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Comune di Trapani, in collaborazione con l’Unione Maestranze.
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LE EROINE DEL MELODRAMMA a Matera

“Le eroine del melodramma”

Lucania Musicale conclude la sua stagione concertistica 2022 e festeggia il giorno di nascita del suo Presidente Emerito Pietro Andrisani con questo bellissimo gala lirico con le pagine più belle delle grandi eroine del repertorio operistico.

Lo straordinario soprano Anna Maria Stella Pansini delizierà il pubblico con la sua voce accompagnata dalla salda musicalità della pianista Giovanna Valente.

LE EROINE DEL MELODRAMMA

Giovedì 29 dicembre, ore 20 – Palazzo Viceconte, Matera

PROGRAMMA

G. Verdi: da Aida “Ritorna vincitor” (Aida)
A. Boito da Mefistofele “L’altra notte in fondo al mare” (Margherita)
R. Leoncavallo da Pagliacci “Qual fiamma avea nel guardo” (Nedda)
F. Cilea da Adriana Lecouvreur “Ecco respiro appena” (Adriana Lecouvreur)
P. Mascagni da Cavalleria rusticana “Voi lo sapete o mamma” (Santuzza)
G. Puccini da Madama Butterfly “Un bel dì vedremo” (Cio cio san)
G. Verdi da Otello “Ave Maria” (Desdemona)
G.Puccini da Tosca “Vissi d’arte”(Tosca)

ANNA MARIA STELLA PANSINI – SOPRANO

Diplomata in canto e in pianoforte presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari, Premio “Renata Tebaldi” e ”Premio Re Manfredi” alla carriera, vincitrice in numerosi concorsi lirici internazionali, ha debuttato  in: “Cavalleria rusticana” (Santuzza) di P. Mascagni,“Il barbiere di Siviglia” (Berta) di G. Rossini, “Turandot” (Turandot) di F. Busoni, “Nabucco”(Anna), “Rigoletto” (Gilda), “La Traviata” (Flora) di G. Verdi ; “La Bohème” (Mimì), “Tosca” (Tosca) “Madama Butterfly” (Ciò ciò san), ”Suor Angelica”(Suor Angelica), “Tabarro”(Giorgetta),“ Gianni Schicchi” (La Ciesca) di G. Puccini ;“Le Nozze di Figaro” (Contessa), ”Così fan tutte” (Fiordiligi – Despina) e “Don Giovanni” (Donna Elvira) di W. A. Mozart,“La Serva Padrona” (Serpina) di G. B. Pergolesi , “Marcella” (Clara) di U. Giordano; “Der Kaiser von Atlantis” (soldato Bubikopf) di V. Ullmann. Ha lavorato con direttori quali A. Allemandi, B. Nicoli, F. I. Ciampa, E. Denadai, B. Venezi, Y. Piaget, P. Hess, V.Galli, M. Arena, P. Varela, G. Fratta, M. Conti, F.Tosi. Ha inciso musiche di Viktor Ullmann, Carlo Sigmund Taube, Gideon Klein e Robert Lannoy per la Enciclopedia discografica “KZ Musik”.

È docente di canto lirico presso il Liceo Musicale Statale “A. Casardi” di Barletta.

GIOVANNA VALENTE – PIANOFORTE

Nata a Bari, ha intrapreso giovanissima lo studio della musica affiancando agli studi classici i corsi regolari di Pianoforte, Organo e Composizione organistica  presso il Conservatorio ”Niccolò Piccinni” di Bari.

Diplomatasi in Pianoforte col massimo dei voti, sotto la guida prestigiosa di Michele Marvulli, proseguendo nella sua formazione musicale, ha frequentato alcune rinomate Accademie musicali italiane ed estere perfezionandosi con insigni maestri quali: Guido Agosti, Carlo Zecchi, Carlo Vidusso, e Sergio Lorenzi per la musica da camera.

Altamente significativi per la sua formazione ed affermazione sono stati inoltre gli incontri e le stime riscosse da grandi artisti quali: Franco Ferrara, Aldo Ferraresi, Lazar Bermann, Aldo Ciccolini, Noretta Conci Leech e soprattutto Nino Rota che le conferì appena diplomata un incarico di  pianoforte a tempo indeterminato.

All’attività concertistica quale pianista solista,  ha sempre affiancato una intensa attività cameristica in varie formazioni (duo, trio, quintetto), con strumentisti e cantanti; per vari anni è stata maestro di palcoscenico al Teatro Petruzzelli di Bari.

Ha tenuto concerti  in Italia , Austria, Jugoslavia, Romania, Ungheria, Polonia, Francia, Germania, Finlandia e America del Sud.

Per oltre 25 anni ha fatto parte stabilmente del Duo Pianistico Ferrari-Valente, affermatosi in Concorsi Nazionali e Internazionali; in tale formazione per oltre dieci anni è stata titolare dei corsi di alto perfezionamento di Duo pianistico presso l’Accademia Musicale Pescarese e, nell’attività concertistica, ha affrontato ed eseguito integrali di Clementi, Mozart, Brahms, Rachmaninoff, Debussy e Ravel.

Nei suoi recital solistici e nella nuova formazione di duo pianistico , Duo Valente -Larosa, con cui mantiene un’intensa attività concertistica, spesso da’ un taglio di specificità, con programmi monografici o monotematici , o con obiettivi didattici tipo “la forma sonata”, la“trascrizione”,“il preludio” ed altri, tutti preceduti da conferenze e guida all’ascolto.

Già Direttore Artistico della RESEARCH PRESS–  Centro Studi “Franz Liszt”, Giovanna Valente è attualmente Presidente dell’Associazione Mozart Italia sede di Bari.

Già titolare di Cattedra di Pianoforte principale presso il Conservatorio ”N. Piccinni”, insegnante di pianisti affermati, può vantare un cospicuo numero di docenti di vari Conservatori italiani e/o Accademie di Musica provenienti dalla sua scuola; nella sua attività poliedrica, infine, Giovanna Valente tiene seminari  e corsi di perfezionamento in rinomate Accademie Italiane ed estere, ed è regolarmente invitata in giurie di Concorsi pianistici nazionali e internazionali.

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Tirana: Don Pasquale al Teatro dell’Opera e del Balletto con gli italiani Bauduin e Collia

In occasione della messa in scena di Don Pasquale, opera in tre atti di Gaetano Donizzetti e libretto di Giovanni Ruffini, l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana ha rinnovato la collaborazione con il Teatro dell’Opera e del Balletto della capitale albanese sostenendo la partecipazione del regista Mariano Bauduin e del tenore Christian Collia. Lo spettacolo si terrà al Teatro dell’Opera e del Balletto dalle 19.00 alle 21.00 dal 15 al 18 dicembre.
L’opera “Don Pasquale” torna sulla scena del Teatro dell’Opera e del Balletto di Tirana (TKOB), dopo 64 anni per la direzione di Simon Krecic e la regia di Mariano Bauduin. Il cast dell’opera include anche il tenore italiano Christian Collia nel ruolo di Ernesto.
Napoletano, collaboratore del Maestro De Simone per vent’anni, Mariano Bauduin ha firmato importantissime regie liriche nei teatri di tutto il mondo, tra cui: Don Giovanni di Mozart (Teatro ABAO di Bilbao), Socrate immaginario di De Simone – Paisiello (Teatro alla Scala), Gianni Schicchi di Puccini (Teatro di San Carlo), Don Pasquale di Donizetti (Teatro di San Carlo), Les vêpres siciliennes di Verdi (Teatro di San Carlo), Turandot di Puccini (Teatro dell’Opera di Roma e Teatro di San Carlo), Il barbiere di Siviglia di Rossini (Teatro di San Carlo – Opera Royal di Muscat), Trilogia Mozart/Da Ponte: Don Giovanni, Le Nozze di Figaro, Così Fan Tutte (Teatro di San Carlo di Napoli – Teatro dell’Opera di Dubai), Falstaff (Teatro Petruzzelli – Bari), Trovatore (Teatro dell’Opera di Tirana), La Traviata (Teatro Verdi – Trieste), Il Flauto Magico di cui ha curato la regia, e la traduzione integrale in italiano dell’opera (Inaugurazione Stagione 2017 – Teatro Verdi di Salerno), Pimpinone/La Serva Padrona (Teatro Regio di Torino), Aida (Teatro Petruzzelli – Bari), Don Checco (Teatro Regio di Torino), Attila (Teatro delle Muse Ancona).
Christian Collia ha frequentato l’Accademia Verdiana di Busseto diretta da Carlo Bergonzi, debuttando nel concerto finale al Teatro Verdi. Diplomato a pieni voti al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, si è specializzato con David Ciavarella e ha frequentato masterclass tenute da Mirella Freni, Rockwell Blake e J. Diego Florez. Si è aggiudicato il terzo premio al Concorso U. Giordano di Foggia e il Premio Regione Lazio al Concorso di Musica Sacra di Roma. Ha frequentato l’Accademia Rossiniana di Pesaro, dove ha debuttato ne Il Viaggio a Reims, e il Centre de Perfeccionament Plácido Domingo di Valencia, dove ha cantato nel Romancero Gitano.
Ha interpretato ruoli diversi, soprattutto della tradizione operistica italiana nei maggiori teatri italiani: Venezia, Firenze, Roma, Cagliari, Bari, Pesaro, Trieste, Lecce, Catania, Rimini, Jesi, oltre che a Londra e Skopje. Recentemente è stato Dr. Cajus in Falstaff diretto a Firenze da John Eliot Gardiner.


Trama
L’azione si svolge a Roma, agli inizi del XIX secolo. Don Pasquale è un anziano e ricco settantenne che è adirato con il nipote Ernesto, futuro erede delle sue fortune, perché questi rifiuta di sposare una ricca e nobile zitella come lo zio vorrebbe. Ernesto è invece innamorato di Norina, una vedova giovane e carina ma di modeste condizioni. Lo zio decide allora di diseredarlo sposandosi egli stesso e a tale scopo ha chiesto al dottor Malatesta di trovargli una moglie adeguata. Questi però, amico di Ernesto, ordisce un piano per aiutare i due giovani. Pertanto il dottore propone a Don Pasquale di sposare sua sorella Sofronia, donzella bella e pura e appena uscita dal convento. Don Pasquale accetta esultante e, per cominciare, scaccia di casa il nipote Ernesto. Ma il dottor Malatesta chiede a Norina, che Don Pasquale non conosce, di impersonare Sofronia, per organizzare un finto matrimonio e dopo le nozze ridurre alla disperazione il vecchio. Ernesto però non è a conoscenza del piano del dottor Malatesta.
Ernesto, venuto a conoscenza del matrimonio, si dispera e decide di partire per terre lontane ed esce affranto. Don Pasquale riceve la visita del dottor Malatesta e della finta Sofronia, che è Norina velata; egli si invaghisce subito della bella ragazza e vuole immediatamente concordare il matrimonio. Alla presenza di Carlo, cugino di Malatesta e finto notaio, Don Pasquale firma un contratto di nozze con il quale dona alla ragazza la metà dei suoi beni. Appena firmato il contratto, Norina muta immediatamente contegno, diventando arrogante e impertinente. In più comanda e spadroneggia per la casa e si dà a spese folli: raddoppia il salario alla servitù, ordina nuove carrozze e nuovi cavalli, progetta grandi feste, fa chiamare sarti e gioiellieri ma soprattutto disdegna le affettuose attenzioni del marito.
Don Pasquale è in preda allo sconforto per le ingenti spese che la moglie gli procura e i continui cambiamenti per la casa. Esasperato proibisce alla moglie di andare a teatro quella sera ma si busca come risposta un sonoro ceffone. Inoltre Norina gli fa credere di avere anche un amante. Disperato egli chiede aiuto a Malatesta, il quale però mette subito al corrente Ernesto del piano in corso e gli chiede di far la parte dello spasimante. Ernesto, nascosto nel boschetto del giardino della casa, canta una serenata alla sua bella e poi entrambi cantano un duetto d’amore. Don Pasquale, insieme a Malatesta, esce dal nascondiglio da dove osservava tutta la scena e accusa la finta Sofronia. Ernesto, uscito di nascosto dal bosco ora rientra dal giardino e viene accolto da Don Pasquale che gli annuncia, per far dispetto alla moglie e convincerla ad andarsene, che egli potrà sposare Norina la quale diverrà la nuova padrona di casa. A questo punto però al vecchio viene rivelato l’intrigo ordito ai suoi danni ed egli, infine, ben lieto di essersi liberato della terribile finta moglie, perdona tutti e benedice le nozze fra Ernesto e Norina. (aise) 

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Una direzione tutta italiana per il debutto in Cile di “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci”

Parla italiano il debutto che andrà in scena al Teatro Bio Bio di Conception, la struttura teatrale con il palco più grande del Cile. La regia delle due opere porterà la firma infatti di Marco Voleri, mentre la direzione dell’orchestra del maestro Lorenzo Tazzieri, in una coproduzione tra l’Università Corcudec e Teatro Biobío.
I tre spettacoli, che si svolgeranno da domani fino a domenica, 15, 17 e 18 dicembre, sul palcoscenico di Pencha, vedranno la partecipazione dell’Orquesta Sinfónica Universidad de Concepción, del Coro Universidad de Concepción, di Lorenzo Tazzieri come direttore artistico ospite, del Coro IDAM, del Coro de niños Colegio Manquimávida, del Ballet Artemisa Danza e del regista Marco Voleri. I solisti internazionali Claire Nesti, Marta Mari, Davide Piaggio e Rodolfo Giuliani affiancheranno nello stesso spettacolo i cileni Pedro Alarcón, Gloria Rojas, Claudia Lepe, Ramiro Maturana, Camila Guggiana e Leonardo Navarro.
“Si tratta del dittico verista più rappresentato della storia dell’opera lirica” spiega il regista Marco Voleri. “La mia lettura registica di entrambe le opere è fortemente basata su sentimenti, impulsi, conflitti sanguigni ed elementari. I sentimenti che tutti vivono nella vita qui vengono amplificati attraverso la meravigliosa musica di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo: amore, odio, passione, invidia, gioia. Tutto viene reso in scena dai protagonisti con un principio che ho ripetuto ogni giorno di prova registica: dobbiamo essere veri, sempre, qualsiasi gesto facciamo. Perché le due opere chiedono verità massima e non finzione”.
Questa importante coproduzione si inserisce nell’ambito del Chile Opera Festival. “Siamo molto felici di poter promuovere questo tipo di evento, – sottolinea Claudia Muñoz Tobar, presidente dell’Università Corcudec – che tra l’altro sarà anche il gran finale per questo Chile Ópera Festival, che si svolgerà nella prestigiosa sede del Teatro Biobío. Poter vedere la nostra orchestra e il nostro coro lavorare insieme a direttori e artisti internazionali è stata un’esperienza unica che il pubblico apprezzerà sicuramente molto”. (aise) 

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“L’Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti in scena al Théâtre de l’Opéra de Tunis

Nell’ambito del progetto “Médithéâtres – Grande musique dans les anciens théâtres méditerranéens”, il 14 dicembre, alle ore 19.00, andrà in scena a Tunisi, nella Grande Salle de l’Opéra del Théâtre de l’Opéra, “L’Elisir d’Amore”, melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani.
Il progetto Médithéâtres, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma ENI di Cooperazione Transfrontaliera Italia – Tunisia 2014 – 2020, vede come capofila l’Ente Luglio Musicale Trapanese in partnership con il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale, gli Amici della Musica di Trapani per la parte italiana e l’Agence de Mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle- l’AMVPPC, Confédération des Entreprises Citoyennes de Tunisie -CONECT et il Théâtre de l’Opéra de Tunis-TOT per la parte tunisina.
Il cast dell’opera, ben caratterizzato nei singoli ruoli, è formato da Rachele Barchi, Adina, Carmine Riccio, Nemorino, Giovanni La Commare, Belcore, Francesco Vultaggio, il Dottor Dulcamara e Goar Faradzhian, Giannetta.
La storia ruota attorno alle vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina ed incapace di dichiararsi. L’equilibrio viene bruscamente interrotto con l’arrivo di Dulcamara (il ciarlatano) che, fingendosi un dottore, vende a Nemorino un fantomatico elisir d’amore.
La vicenda è ambientata in un quartiere americano degli anni ‘50, anni caratterizzati dal boom economico post bellico e dalla voglia di rinascita, l’epoca di Elvis Presley, Marylin Monroe, Marlon Brando. Le due donne protagoniste, sono due donne forti e proprietarie di due attività, Adina di un “Diner”, con annesse stanze in affitto, e Giannetta proprietaria della parruccheria del quartiere. Le due attività si trovano in una piazza che è centro nevralgico della vita del quartiere, dove tutti si conoscono, dove la comunità diventa famiglia, protagonista fondamentale della scena.
L’opera si avvale della regia e dei costumi di Teresa Gargano. Le scene sono di Monica Andolina. Il coro è quello del Luglio Musicale Trapanese. L’orchestra, formata dai professori dell’Orchestre Symphonique Tunisien e quelli del Luglio Musicale Trapanese, sarà diretta dal maestro Sergio Alapont. Il Direttore Artistico e di Produzione del progetto Médithéâtres è il Maestro Fabio Modica.
L’obiettivo principale di Medithéâtres è quello di creare, nell’area mediterranea, un polo di eccellenza della produzione nel settore dello spettacolo, mettendo a disposizione del sistema le migliori risorse e le migliori opportunità offerte dalla Sicilia e dalla Tunisia, per una virtuosa cooperazione economica e culturale. (aise) 

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Premio Paganini: oltre 40 concerti in premio per il vincitore della 57esima edizione

A un mese dalla presentazione del bando di concorso della 57^ edizione del Premio Paganini, che si è tenuta a Parigi presso l’Ambasciata d’Italia, l’elenco dei concerti-premio per chi lo vincerà continua a crescere, superando quota 40, e cominciano ad aggiungersi le prime importanti istituzioni estere (NordWestDeutsche Philharmonie, Dortmunder Philharmoniker, Teatro dell’Opera di Riga) al prestigioso elenco in cui spicca il Teatro alla Scala di Milano.
Il direttore artistico del Premio, Nazzareno Carusi, ha dichiarato che “bisogna avere radici forti nella tradizione prima di volgere lo sguardo al futuro. Per questo con Salvatore Accardo, massima autorità paganiniana, abbiamo preso il vecchio bando del Premio, che era naturalmente già validissimo, e abbiamo provato ad aprirne nuovi diaframmi. Così, ad esempio”, ha spiegato Carusi, “nella semifinale abbiamo previsto da eseguirsi anche due Sonate: una scritta dopo il 1781 e l’altra nel Novecento. Le scelte dei singoli concorrenti potrebbero evidentemente ricadere su due opere entrambe moderne o contemporanee, e ciò abbiamo creduto che consenta di valutarne più a fondo l’orizzonte musicale. Poi, la Finale, divisa in due parti, la prima delle quali non prevede un brano cameristico solitamente inteso, ma la concertazione di uno dei Concerti di Mozart e la sua esecuzione senza direttore, allargando in tal modo ulteriormente la visuale di giudizio”. Infine, ha aggiunto Carusi, “il Premio Paganini deve arrivare al mondo. Ho dunque creduto, innanzitutto, che esso debba avere l’Italia stretta al suo fianco. Così ho proposto ai responsabili dei teatri e delle istituzioni musicali nazionali, che ringrazio tutti di cuore, di unirsi a noi in una sorta di catena musicale, offrendo un concerto a chi vincerà il Premio del 2023. Ad oggi, essi sono più di quaranta, prestigiosissimi, e le prime istituzioni straniere cominciano infatti ad aggiungersi. Ma la catena si apre col nome italiano e universale della Scala, che per la prima volta concede un invito nella sua stagione, al vincitore di un concorso, per il solo fatto della vittoria conseguita. Non era mai successo nella storia del teatro più famoso e questa primizia credo che rappresenti bene quell’appartenenza all’Italia e quell’indirizzo al mondo che da Genova il Premio Paganini vuole e, con la sua storia settantennale e leggendaria, può esprimere”.


E queste le parole del presidente della giuria Salvatore Accardo in occasione del lancio nazionale del bando di concorso: “Sono davvero molto felice ed emozionato di presiedere la Giuria del Concorso Paganini 2023 e mi si affollano alla memoria innumerevoli ricordi meravigliosi sia della mia prima partecipazione come concorrente e primo vincitore sia della successiva partecipazione vittoriosa di tanti miei allievi. È quindi con grande gioia che faccio tanti auguri affettuosi a tutti coloro che parteciperanno a questa cinquantasettesima edizione del Premio: vinca, come sempre, il migliore”.
Le iscrizioni saranno aperte sino al 20 febbraio 2023. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito web del premio www.premiopaganini.it(aise)

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Puccini Days a Celle: doppio appuntamento musicale con i Lucchesi nel Mondo

Anche il Museo Pucciniano di Celle dei Puccini parteciperà agli eventi dei Puccini Days che per la prima volta si svolgeranno in sinergia e coordinamento in tutti i territori pucciniani: Pescaglia, Lucca, Viareggio.
Il prossimo 3 dicembre, l’Associazione Lucchesi nel Mondo, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, organizzerà presso il Museo un doppio appuntamento musicale dedicato al grande Maestro lucchese i cui avi erano originari del piccolo borgo pescaglino.
Nella sala centrale del museo, il soprano Shoko Okada ed il tenore Alan Schibberas, accompagnati al pianoforte da Anna Cognetta intratterranno il pubblico con le più belle arie di Giacomo Puccini presentate da Vivien Hewitt, direttrice artistica del concerto. Lo spettacolo si articolerà in due appuntamenti: alle ore 11,30 ed alle ore 16. La prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (info@museodicelledeipuccini.it).
Durante l’intera giornata il Museo sarà visitabile con ingresso a biglietto ridotto. (aise)

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