Tosca al Teatro Regio di Torino

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logoregioMelodramma in tre atti
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal dramma La Tosca di Victorien Sardou

Musica di Giacomo Puccini

Teatro Regio, Martedì 9 Febbraio 2016Domenica 21 Febbraio 2016

Puccini pensava già a Tosca nel 1895, quando La bohème non era ancora terminata. Con quest’opera, il compositore affronta una drammaturgia lontana da quella che aveva caratterizzato Manon Lescaut e La bohème, opere dallo sviluppo frammentario, dove l’approfondimento psicologico prevale sull’intreccio. Il confronto di personaggi nell’ambito di un’azione serrata e lineare, in cui si esaltano passioni elementari e si esaspera la tensione emotiva, su uno sfondo storico che legittima letture in chiave etico-politica, avvicinano Tosca a una drammaturgia analoga a quella della tradizione incarnata da Verdi e proseguita dagli autori veristi. Non a caso Verdi stesso aveva manifestato interesse per il dramma, e sintomaticamente in Tosca, la più verdiana delle opere di Puccini, giganteggia un personaggio affidato al registro di baritono. Nel libretto, il personaggio di Scarpia è portato in primo piano, diventando un eroe negativo dalla complessità psicologica affascinante. Nel sadismo di Scarpia – efferato e devoto, sensuale e aristocraticamente distaccato – Mosco Carner riconosce un tratto tipico dell’arte fin de siècle: la rappresentazione dell’emozione erotica nella sua dimensione patologica.
toscaTosca fu eseguita al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, alla presenza della regina Margherita, e fu accolta con disorientamento da pubblico e critica. Sull’opera è sempre pesato l’equivoco di un presunto sbandamento di Puccini in direzione verista. Ma la scelta di una drammaturgia più lineare e la ricerca di un’elevatezza tragica che si traduce in una maggiore tensione della vocalità, non dovrebbero far passare in secondo piano gli elementi di continuità con i precedenti successi di Puccini (il personale ricorso a Leitmotive nell’uso di “reminiscenze logiche”, la costruzione melodica “a mosaico”, la correlazione tra i nuclei motivici, l’uso simbolico dei piani tonali), rispetto ai quali i materiali musicali si presentano se mai ulteriormente affinati per caratterizzare psicologie ambigue e complesse.

Dati essenziali

Compositore: Giacomo Puccini
Librettista: Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Prima rappresentazione: 1900 Roma, Teatro Costanzi

Allestimenti precedenti:1923, 1932, 1937, 1939, 1947, 1952, 1955, 1960, 1967, 1971, 1974, 1978, 1987, 1989, 1995, 1997, 2003, 2012, 2014

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Foto di scena, I Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Locandina

Personaggi Interpreti
Floria Tosca, celebre cantante
soprano

María José Siri
Elena Rossi 
(10, 12, 16, 18, 20)

Mario Cavaradossi,
pittore tenore

Roberto Aronica
Michael Spadaccini 
(10, 12, 16, 18, 20)

Il barone Vitellio Scarpia,
capo della polizia baritono
Carlos Álvarez
Claudio Sgura
(10, 12, 16, 18, 20)
Il sagrestano baritono

Roberto Abbondanza

Spoletta, agente
di polizia tenore

Luca Casalin
Cesare Angelotti, console
della Repubblica Romana basso

Gabriele Sagona
Sciarrone, gendarme
baritono

Nicolò Ceriani

Direttore d’orchestra

Renato Palumbo

Regia

Daniele Abbado

Scene e costumi Luigi Perego
Luci Valerio Alfieri
Video Luca Scarzella
Assistente alla regia Patrizia Frini
Assistente ai video Michele Innocente
Maestro dei cori

Claudio Fenoglio

Foto di scena, I Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Foto di scena, I Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Coro di voci bianche Teatro Regio Torino e Conservatorio “G. Verdi”

Allestimento Hyogo Performing Arts Center
(Nishinomiya, Giappone)
Novità per l’Europa

con il contributo di

Logo Reale Mutua

Foto di scena, II Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Foto di scena, II Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

SINOSSI

Atto I

A Roma, nel 1800, il prigioniero politico Cesare Angelotti, evaso dalla prigione, cerca rifugio in Sant’Andrea della Valle. Il pittore Mario Cavaradossi, che vi sta dipingendo, lo soccorre e lo aiuta a nascondersi quando sopraggiunge la sua amante Floria Tosca. La celebre cantante è insospettita dall’atteggiamento di Cavaradossi. Quando riesce a congedarla, Cavaradossi si allontana con Angelotti. Intanto si prepara la celebrazione del Te Deum per festeggiare la (presunta) sconfitta di Napoleone a Marengo. Il clima gioioso è spento dall’ingresso del barone Scarpia, il sinistro capo della polizia, sopraggiunto sulle tracce di Angelotti. Ritorna anche Tosca la cui gelosia, risvegliata dall’assenza del pittore, è alimentata da Scarpia, che conta di manovrarla a proprio vantaggio. Tosca si allontana furente, pedinata dai poliziotti. Durante il Te Deum Scarpia, in preda a una morbosa eccitazione, pregusta la cattura di Cavaradossi e la conquista di Tosca.

Foto di scena, II Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Foto di scena, II Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Atto II

Scarpia sta cenando a palazzo Farnese. Da un salone attiguo giunge la voce di Tosca, che esegue una cantata per la vittoria. Cavaradossi, catturato dai poliziotti, è condotto al cospetto di Scarpia e interrogato perché riveli il nascondiglio di Angelotti. La sua resistenza non è fiaccata neppure dalla tortura ma Tosca, intanto sopraggiunta, è sconvolta dalle grida dell’amante e rivela il nascondiglio di Angelotti. Rimasto solo con lei, Scarpia la ricatta: se gli si concederà, lei e Cavaradossi saranno liberi. Tosca acconsente e Scarpia finge di ordinare per Cavaradossi una fucilazione simulata. Ma mentre compila il salvacondotto, Tosca si impadronisce di un coltello e quando l’uomo le si accosta per abbracciarla, lo uccide.

Foto di scena, III Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Foto di scena, III Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Atto III

All’alba, sulla piattaforma di Castel Sant’Angelo, Cavaradossi si prepara ad affrontare la fucilazione. Tosca lo raggiunge, e mostrandogli il salvacondotto gli spiega che dovrà fingere di cadere sotto la scarica a salve del plotone di esecuzione. Ma quando i soldati si allontanano, Tosca si trova ad abbracciare il cadavere dell’amante. Intanto i poliziotti hanno scoperto l’uccisione di Scarpia e si precipitano per arrestarla: ma Tosca preferisce gettarsi nel Tevere, invocando la giustizia divina.

Foto di scena, III Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

Foto di scena, III Atto (ph by Takashi Iijima/Hyogo Performing Arts Center)

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