Butterfly, il suicidio di una donna

Di Isabella Rossiello

Le calde estati italiane allietate da concerti Jazz, Soul, Lirica, Teatro, nelle belle e fresche piazze italiane sono un appuntamento meraviglioso e irrinunciabile dopo la calura giornaliera.

A Cervia, in piazza Garibaldi, con il saluto e il benestare del Sindaco Massimo Medri,  è andata in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini.

Puccini nacque a Lucca il 22 dicembre 1858 da una famiglia di musicisti, infatti alla morte del padre studiò musica con suo zio Fortunato Magi, poi al conservatorio di Milano fu allievo di Ponchielli e Bazzini fu solo nel 1903 che a Torino che la sua Manon Lescaut (libretti di D. Oliva) ebbe il meritato successo.

Nel 1904 invece a Milano Madama Butterfly fu un fiasco clamoroso.

L’opera in seguito  fu  ed è molto apprezzata in tutto il mondo,  per il suo esotismo, la drammaticità del finale e il filo conduttore che è l’amore, Puccini si documentò minuziosamente sulle musiche, gli usi e i costumi giapponesi si avvalse addirittura di Sada Yacco, famosa attrice giapponese e della moglie dell’ambasciatore giapponese in Italia .

La scenografia, con i tipici pannelli giapponesi, arricchiti da piante di bambù che richiamano le atmosfere di queste terre lontane, le luci, i costumi, tutto improvvisamente ci porta in viaggio in una terra lontana, ricca di storia e cultura!

La regia è di Giammaria Romagnoli ed è stato molto interessante l’inserimento di bianche figure con maschere bianche quasi a presagire la morte poiché il bianco in Giappone è il colore del lutto!

Molti gli stranieri presenti ed emozionati perché l’opera nasce sì in Italia ma è internazionale, la storia è nota:  è purtroppo un amore tossico, con da una parte la fedeltà di una donna e la sua incrollabile fede nella speranza, dall’altra la superficialità di un tenente  di marina americano che già dalle prime battute (atto primo) si confida con il console  degli Stati Uniti a Nagasaki  Mr. Sharpless, (il baritono  Giulio Boschetti) “ … e al giorno in cui mi sposerò con vere nozze, a una vera sposa … americana”

La quindicenne Cho Cho San (soprano Raffaella Batistini) dopo la morte del padre è costretta a diventare una Geisha e spera di riabilitarsi con il matrimonio, dal canto suo per Pinkerton ( il tenore Massimiliano Pisapia) è un’avventura ed è consapevole  che secondo le usanze locali può abbandonare la moglie anche dopo un mese!

Il colpo di scena avviene durante il matrimonio quando lo zio bonzo (Francesco Ellero D’Artegna) della ragazza,  la disereda poiché ha rinunciato al suo nome e alla sua religione per abbracciare  il cristianesimo.

Dopo tre anni Cho Cho San vive con la fedele serva Suzuki ( Christina Knorren), la casa sta andando in malora, i risparmi si stanno esaurendo, Suzuki è conscia che Pinkerton  non tornerà più, Madama Butterfly invece è sempre speranzosa, un giorno arriva il console che nota subito le condizioni modeste in cui versano le due e pietosamente suggerisce a Cho Cho San di sposare il pretendente principe Yamadori, (Ireneo Piccinini ) lei però rifiuta e gli presenta il figlio nato dall’unione con il tenente!

All’orizzonte spunta la nave di Pinkerton e le due donne aspettano tutta la notte invano poiché non si presenta nessuno.

Cho Cho San ormai si sta rassegnando ma arriva il suo sposo e purtroppo non è solo, infatti è con la sua sposa americana e desidera portare suo figlio in America.

La disperazione avvolge la donna che dopo aver bendato il figlio si uccide con il taglio al collo secondo l’usanza giapponese : “Jigai”e con lo stesso coltello “Tanto” con cui suo padre  aveva commesso“Seppuku”

Pinkerton torna nella camera pieno di rimorsi ma è tardi, lei è riversa in una pozza di sangue e l’ignaro bambino bendato gioca …

Amarissimo finale che scuote le coscienze, l’aria più famosa “… un bel dì vedremo…” dà i brividi e non è l’aria serale che intanto si è rinfrescata ma il grido disperato di una donna disperata e ancora più inquietanti lei che prepara l’incontro nascondendosi : “… Un po’ per celia, un po’ per non morir…”

Il pubblico dapprima impietrito, si leva in un applauso liberatorio … sì perché anche se l’opera la conosci e l’hai vista tante volte, la musica, la trama, le voci ti entrano sotto pelle e dritto al cuore.

L’orchestra della città di Ferrara diretta dal Maestro Lorenzo Bizzarri, il Coro San Rocco  di Bologna diretta dalla Maestra Marialuce Monari, il coro  Maria Callas di Cesena diretto dal  Maestro Lorenzo Lucchi hanno contribuito alla magica atmosfera che si è creata!

La magia solita dell’Opera che si ama per sempre o mai!

 GALLERIA

 

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