BELLINI “I CAPULETI E I MONTECCHI” a Venezia

BELLINI “I CAPULETI E I MONTECCHI”

fenice
Venezia: Teatro La Fenice

direttore: Omer Meir Wellber

regia: Arnaud Bernard

scene: Alessandro Camera

costumi: Maria Carla Ricotti

PROSSIMO spettacolo:14/01/2015

ULTIMO spettacolo:20/01/2015

personaggi e interpreti principali

Cappelio
Rubén Amoretti

Giulietta
Jessica Pratt (14, 16, 18, 20)
Mihaela Marcu (15, 17)

Romeo
Sonia Ganassi (14, 16, 18, 20)
Paola Gardina (15, 17)

Tebaldo
Shalva Mukeria (14, 16, 18, 20)
Francesco Marsiglia (15, 17)

Lorenzo
Luca Dall’Amico

direttore
Omer Meir Wellber

regia
Arnaud Bernard

scene
Alessandro Camera

costumi
Maria Carla Ricotti

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
maestro del Coro Claudio Marino Moretti

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
in coproduzione con Fondazione Arena di Verona e Opera Nazionale Ellenica

Vincenzo Bellini scrisse due tragedie liriche per il Teatro La Fenice, I Capuleti e i Montecchi e Beatrice di Tenda. La prima, composta nel 1830 sulla storia di Romeo e Giulietta e tratta non da Shakespeare bensì da una tragedia primo ottocentesca di Luigi Scevola, in scena alla Fenice in un nuovo allestimento a firma di Arnaud Bernard (regia), Alessandro Camera (scene) e Maria Carla Ricotti (costumi) coprodotto con la Fondazione Arena di Verona (dove è stato presentato, al Teatro Filarmonico, nel novembre 2013) e con l’Opera Nazionale Ellenica di Atene. Nel cast Jessica Pratt e Mihaela Marcu, Giulietta; Sonia Ganassi e Paola Gardina, Romeo; Shalva Mukeria e Francesco Marsiglia, Tebaldo; Rubén Amoretti, Capellio; e Luca Dall’Amico, Lorenzo, diretti da Omer Meir Wellber.

La più celebre e sfortunata vicenda d’amore di tutti i tempi, quella di Giulietta e Romeo, resa immortale dal dramma omonimo di Shakespeare, è stata spesso trasposta in musica. Tra le versioni più apprezzate si colloca I Capuleti e i Montecchi, opera in due atti commissionata a Vincenzo Bellini dal Teatro La Fenice per il Carnevale del 1830, dove va in scena l’11 marzo. Autore del libretto, come delle successive Sonnambula e Norma, è Felice Romani, che trae il soggetto dalla tradizione letteraria italiana, e in particolare da una novella del rinascimentale Matteo Bandello e da una tragedia primo ottocentesca di Luigi Scevola. Come nella precedente Zaira, anche qui le voci dei protagonisti sono femminili, e Romeo è un mezzosoprano en travesti.

foto di scena - I Capuleti e i Montecchi- Fondazione Arena di Verona - copyright Foto Ennevi

foto di scena – I Capuleti e i Montecchi- Fondazione Arena di Verona – copyright Foto Ennevi

SINOSSI

ATTO PRIMO

Capellio Capuleti convoca presso il proprio palazzo i fedeli partigiani della potente famiglia, per metterli a conoscenza della recente presa di posizione di Ezzelino da Romano, definitivamente schierato dalla parte dei Montecchi. Annuncia anche le imminenti nozze della giovane figlia Giulietta con il prode Tebaldo, indicato come colui che vendicherà la morte di un Capuleti caduto per mano di Romeo Montecchi.
Intanto si attende anche l’arrivo di un ambasciatore dei Montecchi, inviato per presentare delle proposte al fine di porre termine alla sanguinosa lotta tra le due potenti famiglie…
Giunge quindi Romeo sotto mentite spoglie: è lui, l’ambasciatore che tutti attendevano. Egli porta l’offerta di pace dei Montecchi in cambio della mano di Giulietta, che chiede venga concessa in sposa proprio all’odiato Romeo, suscitando così il fiero sdegno generale. Dinanzi al netto rifiuto per ragioni di orgoglio, unitamente alla notizia delle prossime nozze della giovane con il rivale Tebaldo, gli eventi precipitano, e ben presto le profferte di pace cedono il passo a terribili minacce.
Giulietta, frattanto impegnata nei preparativi per le nozze, è affranta, combattuta tra l’amore sincero per Romeo ed i propri doveri di figlia. Tale stato d’animo è ancor più penoso in quanto la giovane, per non andare contro la volontà del padre, si vede costretta a rifiutare l’offerta di fuga prospettatale da Romeo, che intanto era riuscito ad introdursi nel palazzo dei Capuleti attraverso un passaggio segreto. Romeo non si dà per vinto, e medita una definitiva risoluzione.
Il giorno delle nozze, nel palazzo in festa, il giovane Montecchi riesce ad introdursi tra gli invitati camuffato da guelfo, mentre in Verona mille ghibellini armati sono pronti ad assaltare la residenza dei Capuleti, anche a prezzo di una strage di innocenti. Allo squillo delle trombe, la tragedia si compie.
Giulietta si rifugia nei propri appartamenti, mentre nel palazzo infuria il combattimento, e viene presto raggiunta da Romeo, che ancora una volta le chiede di fuggire con lui lontano da Verona. Ella, benchè ancora libera dal vincolo con Tebaldo, rifiuta ancora, ma quest’ultimo moto di esitazione ha conseguenze infauste, poiché proprio in quel momento giunge armi in pugno, insieme a Capellio, Tebaldo, che, pur non avendo ancora riconosciuto il temibile nemico, impegna il rivale in un serrato duello. Romeo si rivela e, mentre Giulietta cerca di frapporsi tra i due, irrompono nell’appartamento i Montecchi.

foto di scena - I Capuleti e i Montecchi- Fondazione Arena di Verona - copyright Foto Ennevi

foto di scena – I Capuleti e i Montecchi- Fondazione Arena di Verona – copyright Foto Ennevi

ATTO SECONDO

Alla luce dei recenti avvenimenti, Capellio risolve di far accompagnare la figlia al castello di Tebaldo, ove avranno finalmente luogo le nozze. Giulietta sente ormai vicina la fine delle proprie speranze, e chiede quindi consiglio a Lorenzo, medico della famiglia Capuleti, che ben conosce i veri sentimenti della ragazza e che in passato ne aveva più volte favorito gli incontri con Romeo.
Egli propone così di bere un filtro di sua preparazione, che le causerà una sorta di morte apparente, in realtà un sonno molto profondo, in maniera da poter definitivamente evitare le nozze con Tebaldo. Sarà poi lui stesso ad avvertire Romeo del piano.
Sopraggiunti i familiari per accompagnarla da Tebaldo, secondo il volere dell’irremovibile Capellio, Giulietta, che aveva già bevuto il filtro, d’improvviso ha un malore. Lorenzo finge di apprestare le proprie cure, ma non riesce assolutamente ad allontanarsi per rivelare al giovane Montecchi lo stratagemma, poiché Capellio, insospettito, ha disposto che il medico fosse controllato a vista, e ciò mentre Romeo si aggira segretamente nei giardini di palazzo Capuleti per poterlo incontrare. Il giovane però, che comincia a sospettare il tradimento di Lorenzo, viene incrociato proprio da Tebaldo, e mentre i due stanno per metter mani alle spade, il mesto canto di un corteo funebre li raggiunge e li lascia impietriti: Giulietta è spirata.
I Montecchi conducono l’affranto Romeo nei meandri delle tombe dei Capuleti, rispettando la volontà del giovane di rivedere ancora una volta l’amata Giulietta da solo. Egli si accosta quindi al marmo ove giace la ragazza, ignaro di tutto, e, oramai privo di speranza, si avvelena, proprio mentre Giulietta si risveglia.
Ella non ha che una scelta, davanti al proprio amato oramai morente: prende l’ampolla che Romeo ha portato con sé, ed in cui ancora è rimasto del liquido, l’accosta alle labbra, e siricongiunge così per l’Eternità al proprio amore.

 

 

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