Les Troyens al Teatro Alla Scala di Milano

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PRESENTA

Les Troyens

troyens-5-1400x574Hector Berlioz

Grand-Opéra in cinque atti
Libretto di Hector Berlioz

Nuova produzione
In coproduzione con Royal Opera House, Londra;
San Francisco Opera e Wiener Staatsoper

Dal 8 al 30 Aprile 2014

Durata spettacolo: 5 ore e 20 minuti inclusi intervalli

Cantato in francese con videolibretti in italiano, inglese, francese

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L’opera in poche righe
L’idea grandiosa di dare veste musicale all’Eneide portò Berlioz verso una tragedia possente, unica nel ricreare con rigore classico le ombre del passato immaginate dalla poesia di Virgilio. È il massimo capolavoro postumo della storia dell’opera: il musicista francese morì senza poterla vedere rappresentata completa. Aveva concepito, parallelamente alla “tetralogia” di Wagner, un grand-opéra con una ventina di interpreti formato da due opere: una “dilogia” ambientata in due luoghi differenti – La prise de Troie e Les Troyens à Cartage – in ognuna delle quali assistiamo al destino di due donne sconfitte dal fato, l’inascoltata profetessa Cassandre e l’abbandonata regina Didon. Per queste due somme figure di eroine non si potevano trovare interpreti migliori di Anna Caterina Antonacci e Daniela Barcellona. Accanto a loro, giovani talenti quali Paolo Fanale, Maria Radner, Alexandre Duhamel, Fabio Capitanucci. Nel ruolo di Enée, il virtuoso Gregory Kunde. Il monumentale dramma vedrà l’esordio operistico sul podio della Scala di Antonio Pappano, considerato fra i massimi interpreti del momento. Darà vita e immagine all’iconografia di questa funesta e bellicosa antichità – dal cavallo di legno, alle caccie reali – il regista scozzese David McVicar, che ha al suo attivo oltre trenta regie liriche, di cui è specialista.
L’idea grandiosa di dare veste musicale all’Eneide portò Berlioz verso una tragedia possente, unica nel ricreare con rigore classico le ombre del passato immaginate dalla poesia di Virgilio. È il massimo capolavoro postumo della storia dell’opera: il musicista francese morì senza poterla vedere rappresentata completa. Aveva concepito, parallelamente alla “tetralogia” di Wagner, un grand-opéra con una ventina di interpreti formato da due opere: una “dilogia” ambientata in due luoghi differenti – La prise de Troie e Les Troyens à Cartage – in ognuna delle quali assistiamo al destino di due donne sconfitte dal fato, l’inascoltata profetessa Cassandre e l’abbandonata regina Didon. Per queste due somme figure di eroine non si potevano trovare interpreti migliori di Anna Caterina Antonacci e Daniela Barcellona. Accanto a loro, giovani talenti quali Paolo Fanale, Maria Radner, Alexandre Duhamel, Fabio Capitanucci. Nel ruolo di Enée, il virtuoso Gregory Kunde. Il monumentale dramma vedrà l’esordio operistico sul podio della Scala di Antonio Pappano, considerato fra i massimi interpreti del momento. Darà vita e immagine all’iconografia di questa funesta e bellicosa antichità – dal cavallo di legno, alle caccie reali – il regista scozzese David McVicar, che ha al suo attivo oltre trenta regie liriche, di cui è specialista.

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Direzione

Direttore
Antonio Pappano
Regia
David McVicar
Scene
Es Devlin
Costumi
Moritz Junge
Luci
Wolfgang Göbbel
Coreografia
Lynne Page

CAST

Enée
Gregory Kunde
Chorèbe
Fabio Capitanucci
Panthée
Alexandre Duhamel
Narbal
Giacomo Prestia
Iopas
Shalva Mukeria
Ascagne
Paola Gardina
Cassandre
Anna Caterina Antonacci
Didon
Daniela Barcellona
Anna
Maria Radner
Hylas
Paolo Fanale
Priam
Mario Luperi
Un chef Grec
Ernesto Panariello
L’ombre d’Hector
Deyan Vatchkov
Hèlénus
Oreste Cosimo
1er soldat Troyen
Guillermo Esteban Bussolini
2eme soldat Troyen
Alberto Rota
Un soldat
Luciano Andreoli
Le Dieu Mercure
Emidio Guidotti
Hécuba
Elena Zilio
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Soggetto


La presa di Troia

Atto I

I Greci hanno tolto l’assedio alla città di Troia, e i Troiani, dopo tanti anni di guerra, finalmente escono dalle mura e si danno alla più grande esultanza. Credendolo un’offerta a Pallade, decidono di portare in città il grande cavallo di legno che i Greci hanno abbandonato. Tutti pensano di essere salvi, e non danno ascolto alle profezie di Cassandra, che vede invece nella partenza dei Greci solo un inganno che porterà alla rovina e alla morte tutti i Troiani.
Atto II

Il destino vuole che Troia perisca. Mentre il popolo festeggia con giochi in onore degli dèi la libertà riconquistata, avvengono prodigi. Enea racconta che Laocoonte ha colpito il cavallo di legno con una lancia e che subito dopo è stato divorato da due orrendi serpenti. Credendo a un sacrilegio, Priamo ordina che il cavallo sia subito portato in città. Invano Cassandra insiste nelle sue profezie e cerca di convincere la folla accecata della rovina che l’attende. Poco dopo, nella notte, l’ombra di Ettore appare a Enea annunciandogli che Troia sta per essere presa dai Greci e che il suo destino è di andare in Italia per fondare una nuova città e trovarvi morte gloriosa. Mentre i Greci si impossessano delle mura e dei palazzi, seminando incendi e morte, Enea combatte l’ultima battaglia e si apre un varco con i suoi fidi, portando con sé il tesoro di Priamo. Cassandra e le donne troiane si uccidono piuttosto che cadere in mano ai vincitori.

I Troiani a Cartagine


Atto III
Siamo a Cartagine, la nuova città dove regna Didone. Vi si festeggia la prosperità e la nuova ricchezza, e la regina nel corso di una cerimonia riceve l’omaggio del suo popolo laborioso. Viene annunciato l’arrivo di stranieri dal mare, e Didone li accoglie con amicizia. Sono i Troiani, guidati da Enea, la cui presenza turba la regina. Proprio in quel momento si apprende che Iarbas, re dei Numidi, si appresta a conquistare con le armi Cartagine. Enea si offre di combattere a fianco dei Cartaginesi contro il re barbaro.
Atto IV
Vinti i Numidi, Enea resta ospite di Didone. Fra l’eroe e la regina è nato un amore, che è visto con simpatia dalla sorella di Didone, Anna, ma che preoccupa il fedele Narbal. Si fanno grandi feste, cacce e balli; Enea, dimentico degli ordini degli dèi che vogliono che il suo destino si compia in Italia, si abbandona alla passione; Didone dimentica la fedeltà al marito morto. Ma Mercurio interviene con un grido ammonitore: Italia!
Atto V
Enea non può sfuggire al destino. Le ombre dei morti lo perseguitano ed egli deve decidere la partenza. Malgrado l’amore per Didone, deve dare alla flotta l’ordine di salpare. La spiegazione fra i due amanti è drammatica e tenera insieme. Didone torna disperata nelle sue stanze, combattuta fra odio e amore: chiede alla sorella di implorare Enea perché resti, ma viene informata che la flotta troiana ha già preso il mare. La regina fa preparare un sacrificio per gli dèi degli inferi, e si trafigge sul rogo con la spada. Ha la visione di una vendetta futura su Roma, a opera di Annibale, poi però la profezia si muta nel trionfo totale di Roma. I Cartaginesi maledicono per il futuro i Romani, mentre se ne annuncia il totale trionfo imperiale. La volontà degli dèi sarà esaudita e il sacrificio di Didone resterà senza frutti.
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