TANCREDI a Cremona

Tancredi

Melodramma eroico in due atti, libretto Gaetano Rossi dall’omonima tragedia di Voltaire
musica di Gioachino Rossini
Ross_M_DiTanti_Tancredi

direttore

Francesco Cilluffo

regia

Francesco Frongia

Interpreti principali
Teresa Iervolino* (Tancredi), Sofia Mchedlishvili* (Amenaide), Mert Süngü (Argirio), Alessandro Spina (Orbazzano)

* Vincitrici Concorso As.Li.Co. 2013

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO

Maestro del coro Antonio Greco

Prima esecuzione al Teatro Ponchielli di Cremona
Vito_d'_Ancona_-_Portrait_of_Gioacchino_Rossini_-_WGA00292

A cento anni dalla prima rappresentazione assoluta, il 6 febbraio 1813 al Teatro alla Fenice di Venezia, Tancredi fa il suo debutto sul palcoscenico del Teatro Ponchielli, in un nuovo allestimento che prevede il cosiddetto “finale tragico”. Infatti, la versione originale di Gioachino Rossini (1792-1868), contrariamente a quanto accadeva nel testo di Voltaire da cui è tratto il libretto dell’opera, terminava con un lieto fine, in cui Tancredi e Amenaide potevano finalmente coronare il loro amore con il matrimonio. Tuttavia, per una serie di rappresentazioni successive a Ferrara, il finale venne modificato e il libretto riadattato da Luigi Lechi, seguendo più fedelmente l’originale francese: qui Tancredi alla fine muore per le ferite riportate durante la battaglia in cui i Siracusani sconfiggono definitivamente le truppe saracene di Solamir. Non avendo avuto molto successo, Rossini non considerò più il finale tragico dell’opera, che andò perduto per molto tempo. Si tratta infatti di una riscoperta degli anni ’80 del ‘900: oggigiorno i due finali vengono eseguiti con pari frequenza. D’altronde, la maggior parte degli studiosi rossiniani riconosce nel finale tragico una maggiore coerenza rispetto a quello lieto, oltre ad un non indifferente elemento di novità da parte del compositore pesarese. Secondo Philip Gossett, il finale tragico “ha tutti i pregi che mancano ad una scena di morte convenzionale: è commovente, immediata, credibile (…)”.

LA TRAMA
L’azione si svolge a Siracusa nell’anno 1005, durante le guerre tra bizantini e saraceni.
ATTO PRIMO
Nel palazzo di Argirio i seguaci di quest’ultimo e di Orbazzano festeggiano la riconciliazione tra i due antichi nemici, decisi ora a contrastare assieme Solamir, capo dei saraceni. Per sancire definitivamente il patto, Argirio promette ad Orbazzano la mano della figlia Amenaide, che però è segretamente innamorata di Tancredi, costretto all’esilio con l’accusa di tradimento. Nel frattempo Tancredi è sbarcato a Siracusa, accompagnato dal fido scudiero Roggiero, inviato subito da Amenaide per informarla che un ignoto cavaliere straniero intende parlarle. Sopraggiungono Amenaide ed Argirio: quest’ultimo, informato del ritorno di Tancredi, vuole affrettare le nozze contro le proteste della ragazza. Finalmente Amenaide e Tancredi si incontrano, ma la fanciulla lo esorta a fuggire per non farsi catturare.
In una piazza della città, il popolo festeggia le nozze imminenti. Giunge Tancredi, che, sotto mentite spoglie, si offre di difendere la città. Argirio accetta e Amenaide gli annuncia di non poter in alcun modo sposare Orbazzano. Ma prima di potersi spiegare, sopraggiunge proprio Orbazzano mostrando una lettera d’amore della fanciulla, indirizzata ad uno sconosciuto destinatario che tutti (compreso Tancredi) credono essere Solamir. Amenaide, per non tradire Tancredi, viene accusata di tradimento ed incarcerata.
ATTO SECONDO
Nel palazzo di Argirio giunge Orbazzano con la sentenza di morte per Amenaide; Argirio è combattuto tra ragion di stato e amore di padre, ma infine appone la sua firma sulla condanna. Decide tuttavia di morire con la figlia e si reca con Orbazzano alle prigioni, dove giunge poco dopo anche il misterioso cavaliere che sfida a duello Orbazzano, promettendo ad Argirio di salvare la figlia. Amenaide, in compagnia dell’amica Isaura, attende l’esito del duello: grida di vittoria annunciano il trionfo di Tancredi e l’uccisione di Orbazzano. Nella piazza di Siracusa il popolo festeggia l’ignoto cavaliere, che annuncia la sua imminente partenza; Amenaide cerca inutilmente di fermarlo: Tancredi è ancora convinto dell’infedeltà della fanciulla e preferisce piuttosto gettarsi nella battaglia contro i saraceni per provare la propria fedeltà alla patria. Il combattimento termina a favore dei siracusani, ma Tancredi è mortalmente ferito. Solo a quel punto si svelano la sua identità e l’inganno della lettera, di cui era lui stesso destinatario, e Tancredi può morire serenamente convinto dell’innocenza di Amenaide.

Data
Ora
Luogo/Turno
gio 28 novembre 2013 20:30 turno A
sab 30 novembre 2013 20:30 turno B
Questa voce è stata pubblicata in Musica, Opera e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.