ANNO VERDIANO: “Verdi al Massimo” a Palermo

logo_teatromassimoLa mostra si tiene al Teatro Massimo di Palermo fino al 29 settembre 2013Print

 La mostra “Verdi al Massimo” è parte delle manifestazioni organizzate dal Teatro Massimo per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. È aperta dal 22 marzo al 29 settembre 2013.


mostraverdiLa mostra

“Verdi al Massimo” è curata da Sergio Troisi con l’allestimento di Roberto Lo Sciuto e il coordinamento di Marida Cassarà.

Secondo momento espositivo dell’anno che anima le sale di rappresentanza del Teatro, fortemente voluto dal Commissario straordinario, prefetto Fabio Carapezza Guttuso, raccoglie materiali provenienti dall’Archivio del Teatro e traccia attraverso bozzetti di scena, figurini di costumi, fotografie e manifesti la frequenza delle opere di Verdi al Teatro Massimo.

Ut pictura musica

Nell’era della riproducibilità tecnica si potrebbe ritenere che la memoria di uno spettacolo possa essere affidata alla sola registrazione, visiva e sonora, ignorando che tale documentazione, sia pur importantissima, sarebbe in ogni caso riduttiva rispetto all’evento rappresentato e vissuto dal pubblico in teatro.
La rappresentazione operistica, che è il frutto del complesso delle potenzialità tecnico-artistiche di un teatro, deve invece essere documentata, per rispettarne la collocazione storica, attraverso il maggior numero possibile di elementi, per arrivare ad una fedele ricostruzione sia dello sforzo compiuto dalle componenti produttive che del percorso ideativo di regista, coreografo, scenografo e costumista. Bozzetti, figurini, modellini, attrezzeria sono quindi indispensabili per offrire una dimensione storica, meglio definita, di uno spettacolo musicale, per penetrare le sensibilità di quegli artisti che hanno nel tempo interpretato le volontà di compositore e librettista.
L’aspetto scenico, tra l’altro, ha acquisito nel tempo un ruolo pari o addirittura superiore a quello musicale, lo stesso peraltro che aveva agli inizi del melodramma con le fantasmagorie sceniche di età barocca, con la novità che alla scena lirica si accostano oggi registi e scenografi contemporanei con estetiche e moduli espressivi che sono ben lontani dall’autore del testo originale. L’arrivo delle luce elettrica, in particolare, ha dato un impulso al rinnovamento delle tecniche scenografiche teatrali fino ad allora illuminate a gas o con candele, e sostanzialmente dipinte. La scenografia, secondo il canone vitruviano, era da considerarsi fino ad allora, luogo prospettico per eccellenza, una rappresentazione illusoria, squisitamente pittorica, in cui l’idea dello spazio era filtrata dall’immagine che la tecnica pittorica era in grado di fornire. Del resto il teatro stesso era considerato come la negazione dello spazio reale, uno spazio illusivo, costruito ad hoc, nel quale ha luogo il rito della rappresentazione. Il boccascena, che racchiude al suo interno la rappresentazione, veniva dilatato e reinventato, attraverso gli artifizi pittorici, per regalare agli spettatori uno spazio che di volta in volta cambia, si amplia, si trasforma. Il rifiuto della finzione pittorica, lentamente penetrato negli spettacoli lirici, ha progressivamente ridotto gli elementi decorativi per dare rilievo, attraverso la scena costruita tridimensionalmente e nella quale i volumi e le linee hanno una grande importanza, alla tecnologia e ai materiali più diversi.
La mostra Verdi al Massimo, che segue quella dedicata a Wagner da poco conclusasi, consente, attraverso la popolarità di questo grande compositore di osservare da vicino questa trasformazione, confrontando le realizzazioni delle stesse opere in momenti cronologici diversi e quindi secondo gusti e correnti estetiche differenti. La sapiente analisi del curatore Sergio Troisi ci guida anche questa volta attraverso una lettura critica dei bozzetti e figurini in mostra, la cui conoscenza viene poi arricchita dalle parole e dall’esperienza diretta di Gioacchino Lanza Tomasi, musicologo e critico musicale fra i più arguti ed eleganti del nostro tempo. La sensibile e affettuosa testimonianza di Gaia Maschi Verdi, erede di Antonio Barezzi primo sostenitore del giovane compositore bussetano, rafforza ulteriormente il legame tra Verdi e il Teatro Massimo che fu inaugurato nel 1897 con il suo ultimo capolavoro, Falstaff e che più volte è tornato a scegliere le sue opere per celebrare momenti di particolare significato, non ultima la riapertura nel 1998 con Aida. La mostra, allestita da Roberto Lo Sciuto e con il coordinamento di Marida Cassarà, coinvolge molti settori del Teatro fra cui i Laboratori di attrezzeria e la Biblioteca, e si inserisce significativamente nell’ampio programma predisposto dal Massimo per celebrare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi in cui ad alcuni dei “classici”, come Nabucco, Aida e Rigoletto, si affiancano durante tutto il 2013 concerti e balletti su musiche verdiane, spettacoli per le scuole e visite guidate per i più piccoli animate dalla presenza di Filli Cusenza (celebre artista della fiber art) e dalla collaborazione con una nuova e importante realtà come l’Associazione dei Giovani per il Teatro Massimo, studenti appassionati d’opera che speriamo possano coinvolgere sempre più i loro coetanei nelle nostre attività.Prefetto Fabio Carapezza Guttuso
Commissario straordinario del Teatro Massimo

Orari e giorni

La mostra è visitabile sino al 29 settembre dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 17 nel circuito delle visite guidate del Teatro ed in coincidenza con gli spettacoli.
I visitatori sono guidati dai soci dei “Giovani per il Teatro Massimo”.

L’inaugurazione

La mostra è stata inaugurata venerdì 22 marzo alle ore 20 alla presenza del Commissario straordinario Fabio Carapezza Guttuso e di Gaia Maschi Verdi, erede di Antonio Barezzi, primo sostenitore del giovane compositore bussetano; la stessa sera, alle ore 20.30, si è tenuta la prima rappresentazione del Nabucco, opera fra le più rappresentative e conosciute della prima fase creativa del compositore.


Catalogo

E’ in vendita anche il catalogo della mostra (pp. 348 a colori, euro 28), contenente, oltre alla racconta iconografica dei materiali esposti, anche testi del Commissario Straordinario Prefetto Fabio Carapezza Guttuso, di Gaia Maschi Verdi, di Sergio Troisi e del musicologo e critico musicale Gioacchino Lanza Tomasi. Il catalogo è completato dalla cronologia delle opere di Verdi presentate al Teatro Massimo.
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